mercoledì 10 febbraio 2016

Consigli, buone notizie, riflessioni


24 commenti:

  1. Ti piace questa fotografia?
    Giacomo

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  2. Caro Giacomo lo sai quanto io tenga a questa foto che hai messo sul blog...pura emozione! Grazie.

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  3. Cara Sonia,
    Cosa avverto guardando questa immagine?
    Mi arriva luminoso e aperto il tuo SGUARDO che abbraccia, che cerca il punto più basso di cui nessuno si cura, che sprona a nutrirsi di ciò che ci fa stare bene, che trascina altrove resistenze e concede il dono di credere a chi ti guarda di poter padroneggiare la PAROLA SCRITTA, che come un crinale affacciato sul mare delinea i nostri contorni sfuocati dissolvendo la nebbia che ne oscurava rocce e vegetazione; uno sguardo il tuo in cui brillano nitide e chiare ISOLE NEGLI OCCHI incontaminate e portatrici di rinnovamento.
    Cosa dice di me in questo momento?
    FORME in bianco e nero che mi sollecitano ad un abbraccio, che mi spronano a sostare, ascoltare, guardare, assaporare, annusare, toccare, quello che l’ambiente in cui vivo mi offre, padroneggiando nuovamente un tempo in cui focalizzarmi sulLA CURA DI SE’.

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  4. Attraverso la scrittura ho migliorato le mie capacita' che non riuscivo a manifestare anche per mancanza di autostima. Ero bloccata dai pregiudizi, complessi di colpa e d'inferiorita'.
    Vi racconto un'ultima cosa che ho scoperto dopo la pubblicazione del mio libro : se mio marito non mi avesse lasciato all'eta' di quarant'anni ora io non sarei qui a raccontarvi la mia storia. La crisi che ho avuto dopo la separazione e il divorzio mi ha aiutato a cambiare, a crescere e a scegliere. Una volta pensai persino di suicidarmi, ma i miei figli furono la mia forza. Ho intrapreso nuovi percorsi che hanno stravolto la mia vita. E oggi posso dire : "meno male che mio marito mi ha lasciato!".
    Ho trovato il mio senso che e' quello di vivere gioiosamente giorno per giorno cercando di ascoltare, di condividere e di capire quello che accade intorno a me.

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  5. Cari amici della cura di sé,da vetusto ricercatore, per tematiche che interessano tutte le civiltà più avanzate e industrializzate, voglio parlarvi di una patologia capace di alterare la coesione e la stabilità di qualsiasi famiglia, anche se ricca di armonia e compattezza, devastandola e rendendola vulnerabile,sia per problemi di mancanza di assistenza medica che per le difficoltà socioeconomici che tale eziologia comporta,mi riferisco al morbo di Alzheimer,che diffondendosi, ultimamente, in modo esponenziale per motivi diversificati come l'aumento della vita media dell'uomo, cambiamenti climatici e ambientali, l'assunzione di cibo dannoso per la nostra salute
    (carne rosse,zuccbaume apres rasageheri in eccesso......) o altri inquinanti che ancora sconosciamo.Oggi Cerchero'nel modo più semplice e conciso di rendervi edotti sulle ultime ricerche,che hanno la finalità di migliorare le condizioni di chi vive patologie così devastanti anche all'interno delle relazioni familiari . l'ultima scoperta, tutta americana sull'Alzhaimer conferma come causa la mancanza di un aminoacido principale, chiamato Arginina, che ha il ruolo fondamentale nel processo degenerativo del sistema neuronale celebrale.Si è constatato che quando delle cellule celebrali,definite MERAGLIA,per motivi enzimatici consumano dosi abnormi di Arginina,sorgono i primi sintomi dell'Alzhaimer.I ricercatori della DUKE UNIVERSITY hanno scoperto che bloccando tale processo,tramite la somministrazione di un inibitore enzimatico (DFMO) si riduce il consumo dell'arginina, riducendo quelle placche amiloidi, che depotandosi tra i neuroni alterano il funzionamento di scambio degli impulsi elettrici tra le sinapsi neuronali,
    causando la distruzione del sistema cognitivo tipico nei pazienti d'Alzhaimer
    Tale scoperta,appena sara'confermata definitivamente sulle cavie,ci darà quelle risposte positive per debellarla anche nell'uomo, dove si sta evolvendo a dismisura. Giovanni

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  6. Scusate me o il mio tablet che ha trascritto erroneamente le parole in parentesi errate DOPO LE CARNI ROSSE ( DEVONO SEGUIRE,SOSTITUENDO LE PAROLE INCOMPRENSIBILI, CON ZUCCHERI IN ECCESSO O BEVANDE ZUCCHERATE......)
    GRAZIE,E SCUSATE L'ERRORE NON VOLUTO. GRAZIE.GIOVANNI MARLETTA.

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  7. Cari amici della cura di sé, prima di darvi la buonanotte, voglio lasciarvi a riflettere su questi miei pensieri,ricordandovi "" CHE DEL PARADISO CHE DIO CI AVEVA DONATO GRATUITAMENTE, CI SONO RIMASTE SOLO TRE COSE:"" LE STELLE,I FIORI,E I BAMBINI "" RICORDANDOCI PURE CHE IL VERO PARADISO NON È IN CIELO, MA SULLA BOCCA DELLA PERSONA AMATA "" CORDIALMENTE GIOVANNI. GRAZIE

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  8. DEDICATO A UMBERTO ECO.
    DOPO ESSERSENE ANDATO DA MONDEZZOPOLI,COME DEFINI LUI STESSO la CASA EDITRICE Mandatori ,QUEL GENIO INELUTTABILMENTE DELLA CULTURA UNIVERSALE,MAESTRO DI FILOSOFIA, SEMIOTICA, DELLA NARRATIVA E DELLA COMUNICAZIONE MONDIALE E AVER FONDATO INSIEME AD ELISABETTA SGARBI ED ALTRI SUOI ESIMI COLLEGHI,LA NUOVA CASA EDITRICE INDIPENDENTE "" LA NAVE DI TESEO "" A MILANO, UMBERTO ECO,SE N'È ANDATO ANCHE DA QUESTO NOSTRO MONDO,LASCIANDO UN VUOTO INCOLMABILE E INSOSTITUIBILE, DIFFICILMENTE DA COLMARE PER LA SUA INEGUAGLIABILE E PREZIOSA CULTURA,INTRISA DA CONCETTI O PAROLE COME"" LIBERTÀ E DEMOCRAZIA "" CORDIALMENTE GIOVANNI.GRAZIE

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  9. volevo solo dire che ho scoperto che in Lombardia il 35% delle donne è vittima di violenza ma solo una su mille denuncia

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  10. Il borotalco evoca ricordi. Quella polvere profumata sul corpo da bambini, il suggello di un bagno in una vasca, magari con qualche papera di plastica.
    Ma anche dopo, da adolescenti, da adulti, il borotalco ci accompagna. Polvere bianca dopo un bagno, prima di un incontro, di un’uscita con gli amici, prima di andare al lavoro. Momento gradevole, conferma che i profumi evocano un sottile piacere.
    Il borotalco ha fatto venire il cancro ad una donna. L’ha stabilito un tribunale del Missouri, la multinazionale in questione sapeva dei rischi, ma non ha fatto nulla. Il borotalco era sugli scaffali dei supermercati, pronto per essere portato a casa e riposto nel mobiletto del bagno, in quel bagno dove c’è il sapone, il dentifricio, lo shampoo, la schiuma da barba, il deodorante. Alcuni di questi hanno derivati del petrolio, probabilmente alcuni di questi fanno male, provocano il cancro come a quella donna americana.
    Contaminazione delle nostre cose di uso comune, contaminazione dei nostri cibi, contaminazione della nostra aria. Silenti, vittime predestinate, i consumatori non sanno, non devono sapere. Le immagini della pubblicità espongono gioia, case linde, cibi nutrienti e saporiti che fanno felici le famiglie, prodotti per la persona che rendono belli, desiderabili. Stona, la notizia di una donna morta di cancro per l’uso di un borotalco. Era affezionata a quella marca, se l’ha usata una vita. Ma ci si affeziona ai prodotti che sentiamo nostri.
    Non sono nostri. Dovevamo solo comprare, dobbiamo comprare. Numeri, chissà se siamo qualcosa oltre i numeri, per certe persone che mettono sul mercato cibi e prodotti dannosi. Si chiederanno questi cos’è il calvario di una famiglia dove un componente si ammala di cancro? Si immagineranno il primo suo malessere, le analisi prescritte dal medico di famiglia, l’esame più approfondito che questo medico consiglia, e poi quel giorno, quel giorno dove si entra a fare parte di qualcosa, in cui una parola detta ad un familiare si accompagna agli occhi rossi che bisogna nascondere, al dubbio di cosa dire al malato, che non è solo un malato, è chi si ama? Chi si ama, e lo si vede entrare nel percorso di molti, stanze fatte di esami, di radiografie, di Tac, di chemioterapia. Di dolore.
    Gli utili delle multinazionali. Il dolore di chi è senza voce, i consumatori.

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  11. Come avevo precedentemente commentato è stato accertato,attraverso approfonditi studi su cavie,e come pubblicato in un recentissimo articolo sul journal offerte neuroscienze, che l'Alzheimer è dovuto ad una sostanza carente nel cervello,quell'aminoacido specifico che prende il nome di Arginina, che viene distrutto dal sistema immunitario del paziente.Grazie ormai a questa recente e certa scoperta sulle cause dell'Alzhaimer, si potrebbe arrivare a nuove strategie per la cura contro il morbo,ad oggi incurabile. Pare proprio che il consumo esagerato di ARGININA da parte del sistema immunitario celebrale, sia risultato fondamentale nei processi patologici della malattia : inibendolo si potrebbe curare l'Alzheimer.
    Stando agli studi dei ricercatori e scienziati americani,c'è chi giura che siamo ad un passo della soluzione per la cura definitiva di tale terribile eziologia. Cordialmente Giovanni.Grazie

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  12. Solo il 7% delle donne vittime di violenza domestica denuncia

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  13. CONTINUANDO LE MIE RICERCHE E GLI STUDI SULLA MALATTIA DEL NOSTRO SECOLO,VISTO CHE TALE PATOLOGIA INTERESSA UNA FAMIGLIA SU DUE,MOLTO DEVASTANTE SIA PER IL PAZIENTE CHE PER LA FAMIGLIA.GLI ULTIMI STUDI PRESENTATI ,DALL'ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE SULL'ALZHAIMER A WASHINGTON (AAIC 2015)HA SUSCITATO L'ENTUSIASMO DEGLI STESSI RICERCATORI,PERCHÉ TALI MOLECOLE FUNZIONANO NELL'ATTACCARE L'AMILOIDE PROTEINA CHE SI DEPOSITA NEL CERVELLO E PROVOCA LA MORTE DEI NEURONI E TAU,ALTRA PROTEINA CHE COMPARE IN GROVIGLIO ALL'ORIGINE DELLA PATOLOGIA. GLI ULTIMI STUDI SU TALI FARMACI, GIÀ SOMMINISTRATI SU CAVIE UMANE, HANNO CONFERMATO LA DIMINUZIONE DI AMILOIDI ED UN NETTO MIGLIORAMENTO COGNITIVO. QUESTE MOLECOLE GIÀ COMMERCIALIZZATI DALLE CASE FARMACEUTICHE DELLA ( LILLY, ROCHE, E BIOTEGEN) CHE HANNO UN NOME BEN SPECIFICO CHE NON NOMINO SIA PER NON FARE PUBBLICITÀ, SIA PERCHÉ DEVE ESSERE SEMPRE IL MEDICO CHE SEGUE IL PAZIENTE A RITENERE UTILE ED EFFICACE LA PRESCRIZIONE E LA SOMMINISTRAZIONE NELLE DOSE DOVUTE DI TALI FARMACI,RITENGO PERÒ UTILE E PRATICO FAR CONOSCERE ALLE FAMIGLIE CHE SEGUONO TALI PAZIENTI GLI ULTIMI PROGRESSI DELLA RICERCA PER LA CURA DI TALI TERRIBILI EZIOLOGIE. GRAZIE.

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  14. Secondo il mio modesto e personale parere nella mia famiglia non si festeggia la ricorrenza della festa della donna dell'otto Marzo,perché ritengo che la donna non si deve festeggiare solo in quel particolare giorno,ma soprattutto amarla e onorarla negli altri 364 giorni dell'anno. Grazie Giovanni.

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  15. Buongiorno! Cari amici della cura di sé, oggi il mio pensiero vola all'utilizzo delle cose e delle persone.
    Gli oggetti sono fatti per essere usati.
    Le persone sono fatte per essere amate.
    Il mondo va storto perché siamo soliti usare le persone mentre si amano gli oggetti . Grazie.Giovanni.

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  16. Ritornando al mio amore per la ricerca.
    L'ultima scoperta sull'Alzhaimer è Svizzera.
    È stata scoperta una cura al politecnico federale di Losanna dove il laboratorio ha sviluppato un trattamento che potrebbe giocare un ruolo di primaria importanza nella lotta contro l'Alzheimer.
    Dopo il test di assoluto successo su cavie,si partirà prestissimo con la sperimentazione sull'uomo. La cura per combattere le placche di ammassi di proteine beta-Amiloidi (A-Beta)che si depositano in diverse zone del cervello
    si possono combattere tramite iniezioni ripetute di vaccino o di un impianto
    inserito sotto la pelle che diffonde un flusso regolare di anticorpi contro le placche citate. È ovvio che la scoperta di una cura efficace potrebbe portare sollievo a milioni di persone nel mondo,un sollievo alle famiglie che devono assisterli, ma anche ridurre notevolmente la spesa pubblica sanitaria a livello globale . Grazie.Giovanni

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  17. Cari amici di questo bel sito, oggi dopo il periodo festivo,voglio citarvi un'insegnamento che spesso ci ripeteva un mio vecchio professore universitario.
    "" PRENDIAMOCI CURA DEL NOSTRO CORPO COSÌ DELLA NOSTRA MENTE, PERCHÉ TUTTO È UNA COSA SOLA. PER RAGGIUNGERE UN VERO STATO DI BENESSERE, È IMPRESCINDIBILE CHE MENTE E CORPO SIANO IN PERFETTO EQUILIBRIO TRA DI LORO. CI CONCENTRIAMO TROPPO VOLTE SULL'ASPETTO FISICO MA AL CONTRARIO L'ASPETTO INTERIORE CI AIUTERÀ A SENTIRCI PIÙ SODDISFATTI E COSCIENTI DELL'OGGI E DEL DOMANI. FORNENDO UNA MAGGIORE ATTENZIONE E INTERESSE ALLA PIENEZZA DELLA NOSTRA SFERA EMOTIVA. CORDIALMENTE GIOVANNI.GRAZIE.

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  18. GLI INVISIBILI


    Abituarsi a perdere. Abituarsi a recitare una parte in cui gli eventi, tanti eventi, congiurano.
    Essere nati dalla parte sbagliata non ha aiutato, essere cresciuti con dei valori, parola forse retorica oggi, non ha aiutato neanche quello. Credere in qualche ideale, in una vita semplice ma dignitosa dove ogni cosa è sì sudata, ma portata avanti con le proprie forze e le proprie convinzioni, anche questo non aiuta.
    Perché tante volte, soprattutto quando si leggono i giornali, ma anche quando si sentono storie di qualche conoscente, ci si accorge che le persone che hanno ideali, che credono, che hanno un’etica, vengono superate da ben altre persone. E queste persone appaiono vincenti.
    Questa considerazione appare in certe sere, dove la stanchezza e l’incertezza del futuro appaiono compagni sempre più insidiosi, pesanti. Certi pensieri diventano zavorre, amaro che richiama l’amaro, paura che si accompagna anche a rabbia, la sensazione di essere dalla parte sbagliata, sensazione che il bagaglio che ci hanno fornito i nostri genitori sia stato inadeguato, che non abbia portato da nessuna parte.
    La solitudine di certe sere diventa la solitudine dei giorni, l’amaro di uno sguardo sempre più disincantato dove ogni cosa attorno appare corrotta, sporcata.
    L’uomo che si alza presto al mattino e fa chilometri e chilometri per raggiungere il suo posto di lavoro, la madre che si sdoppia in mille faccende, che accudisce i figli, i genitori anziani, la casa, e poi lavora: persone che quando si guardano allo specchio vedono tanti sogni infranti, sentono tante delusioni nel loro zaino sulle spalle.
    Eppure possono guardarsi allo specchio e vedere anche una figura limpida. Etica e coraggio di rapportarsi a realtà sempre più difficili, soffrire, avere paura, ma non perdersi.
    E’ questa maggioranza silenziosa e le sue fragilità l’asse di un Paese. Non sono persone furbe, sono invisibili che tirano spesso a campare e contano i soldi. Hanno ancora sogni ogni tanto, e un senso forse fuori moda dell’onore, della dignità.

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  19. CITY ANGELS: ANGELI A MILANO

    Ci sono gioie che non si possono spiegare. C sono strade dove da una parte c’è il buio e dall’altra c’è la luce. C’è fango, freddo, paura, ostilità, fame, solitudine, abbandono, rimpianti, desolazione, alcolismo, ricordi dolorosi, lacrime. Ci sono anche quelle, ogni tanto, sotto un portico, in un anfratto, un muro come spalliera di un letto immaginario, un letto che è solo pavimento. Barboni per strada, di notte, a Milano. I negozi con le insegne accese, inviti continui ad abbeverarsi alle gioie effimere di un capo di vestiario, locali dove si mangia, ce ne sono tanti di locali, di tutti i tipi, per tutti i gusti, per tutte le tasche. Quasi tutte le tasche.
    Perché alcune tasche sono vuote. Perché ci sono storie che non si possono raccontare, né si ha piacere a sentire. Sembrano storie di chi ha preso un morbo misterioso, eppure il giorno prima stava bene, aveva una casa, una fabbrica, un lavoro, una famiglia. Quasi paura che quel morbo sia contagioso, rappresentazione che può capitare così facilmente di cadere, di perdersi, di finire sotto un portico di notte quando la temperatura scende sotto lo zero, e gli inverni a Milano sono freddi, molto freddi.
    Ci vogliono ali per immaginare, ali della mente prima di tutto. Ali per andare oltre, per non lamentarsi solo delle perpetue ingiustizie che creano troppa ricchezza e troppa povertà. Ci vogliono ali per scendere in strada di notte e portare un pasto caldo, una coperta, una parola, un sorriso.
    Sì, ci sono angeli anche sulla terra. I City Angels di Milano, ad esempio, che sfidano la notte e scendono là, dove c’è il dolore e il silenzio, di chi non ha neanche più lacrime, di chi credeva, sbarcando da noi, in un futuro migliore, di chi si è lasciato alle spalle guerre e violenze. Ma il dolore è anche dell’imprenditore fallito, del separato che ha lasciato la casa alla moglie e al figlio. Ci sono anche i pensionati, nuovi poveri, che non sono necessariamente per strada, un tetto ce l’hanno, ma devono andare in quelle associazioni di volontariato in cui distribuiscono il cibo per un giorno, per mangiare.
    Difficile credere che a due passi da quelle vie del lusso, dove un abito arriva a costare migliaia di euro, ci siano storie di uomini caduti, di donne invecchiate precocemente, di gente che non vede più un futuro.
    Il cuore di questi ragazzi che escono in strada di notte, che organizzano anche incontri, cene perfino in alberghi lussuosi per i clochard, per farli sentire in una fiaba per un giorno, è la parte migliore di una città, di chi non si rassegna e non aspetta più le promesse della politica. Hanno una luce, quegli angeli. Non c’è solo il male, a volte il cielo si schiarisce e tutto brilla, all’improvviso.

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  20. QUELLO CHE RESTA: LA CASA BOSCHI – DI STEFANO


    Una giovane. Un incontro. Un uomo che dopo tre giorni le chiede di sposarla. Un’unione felice durata 42 anni. In mezzo tanti, tantissimi quadri.
    Si potrebbe riassumere in queste parole la storia di Antonio Boschi e Marieda Di Stefano.
    Il sottofondo è Milano, abitavano in un appartamento a pochi passi da Corso Buenos Aires. Quella casa si può visitare, ora. E’ diventata una casa museo.
    Sembra di entrare in un altro tempo. Siamo negli anni Trenta. L’appartamento è arredato con gusto, raffinato, elegante. La volontaria del Fai inizia a parlare, racconta la storia di questi coniugi, spiega che la casa è stata costruita dal famoso architetto Portaluppi e poi, piano piano, conduce lungo le stanze…
    Non ci si aspetta una cosa simile. Le pareti sono interamente, interamente ricoperte di quadri. Più di 200. E non sono gli unici che la coppia ha collezionato.
    Bisogna lasciarsi andare, farsi contaminare fino in fondo da questo luogo, respirarlo, diventare niente per sentire e percepire, per assorbire ogni vibrazione, mentre colori e forme entrano dentro, stili conosciuti, gioia per gli occhi e la mente, si riesce quasi ad immaginarli i due coniugi, il brio di portare a casa un nuovo quadro, il guardarlo a lungo, l’innamoramento, la passione per un’opera…. Arte e passione, che è passione e incontro di anime.
    E fra queste anime non ci sono solo loro due, ma chi ha dipinto tutti questi quadri, artisti, quella miriade di immagini che è il loro respiro, respiro di Carrà, di De Chirico, di De Pisis, respiro e lascito di una vita… Arte che resta oltre la loro morte, vita eterna, forse.
    Sentiamo i loro sussurri in questa casa, tutti loro, tutti insieme, De Chirico, Carrà, De Pisis… E lei, Marieda, che guarda ed ama questi quadri come fossero suoi figli, e lui, Luigi, che li vede diventare sempre più numerosi, bellezza e pensieri, riflessioni, sembra di vedere e di sentire le loro voci, le voci di tutti…
    La visita termina. Ci vuole un po’ per riprendersi da tanta bellezza. Ci si sofferma, si aspetta a rimettersi nella strada trafficata. Ancora un po’ di attesa, di silenzio. Forse non sono ancora andati via.

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  21. I COLORI DI SAN MAURIZIO




    Entrare in una chiesa, e rimanere abbagliati dagli affreschi. Forme, immagini, colori. Una mano gioiosa che dipingendo ha rappresentato la forza dell'arancio, del verde, del blu, forza ed espressione che entrano in qualche stanza segreta della mente.

    È quello che si prova entrando nella Chiesa di San Maurizio a Milano: forme ridondanti, sacralità delle immagini qui espresse non in forma severa, di dolore o penitenza.

    Gli splendidi affreschi di Bernardino Luini portano ad un viaggio singolare. Gli occhi sono rivolti verso l'alto, e ciò che si percepisce è qualcosa di gentile che nasce nell’animo. Armonia in un luogo di raccoglimento. La parte della chiesa riservata alle suore di clausura sembra poi qualcosa di misterioso e segreto.

    Occhi incantati dei turisti, che vedono veramente una delle rappresentazioni della bellezza in Italia.

    Fuori, la gente va, e San Maurizio appare una delle tante chiese di Milano. Spesso si passa distratti e non si entra, eppure lì i colori parlano, e possono sussurrare tante cose.

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  22. LA SVEGLIA
    di Marina Zinzani

    Il tempo contato. Improvvisamente. Il tempo che sembrava interminabile ora gli appariva con una data di scadenza. Il tempo con cui nasciamo, l’orologio segreto, la sveglia. Qui finisce, vedi… suona… manca tanto ancora, manca poco, purtroppo…
    Ecco, quel ”manca poco, purtroppo”, cominciava a tintinnare nella sua mente. Manca poco. Qualcuno gli aveva mostrato la sveglia, o meglio gli aveva detto che forse era vicino, il suono della sveglia…
    Notti insonni… Terrore. Cadere in un burrone. Manca il terreno sotto i piedi. E il vortice atroce che lo stava prendendo, togliendogli il respiro, andava di pari passo con un’ incredibile, lancinante sensazione: la sua vita era bellissima.
    Aveva avuto tutto. Una famiglia che l’amava, per prima cosa. Una moglie che gli era stata al suo fianco con modestia, sempre a disposizione, sempre presente. Un figlio con cui aveva giocato poco a tennis, con cui non era mai andato a nuoto. Gli sarebbe piaciuto farlo, ora.
    Una madre, rimasta vedova, che era sempre un porto sicuro da cui andare. Le sue torte della domenica mattina, il forno da cui usciva quel profumo di torta di mele… la prima fetta calda e lei che diceva “aspetta, aspetta un po’ che si raffreddi…” Ma era buona la mela calda, e quel sapore di torta era il ritornare ogni volta ai suoi giorni dell’infanzia, con sua madre che di prima mattina era in cucina, e quanti odori uscivano, quanto buono era il suo sugo con le polpette…
    E sempre sua madre, a Natale, quando gli faceva trovare il regalo sotto l’albero… Quella volta che gli aveva regalato quel libro sul bricolage che gli piaceva tanto… aveva fatto tante cose, poi, con del legno, perfino un tavolino…
    E suo figlio… Un bel ragazzo ora, che aveva delle ragazzine, perché c’era un certo viavai di telefonate e non erano solo amiche… Quella volta che andarono assieme alla partita e pioveva, si bagnarono tutti e due come pulcini… Pioveva e ridevano, che cosa buffa… come due amici… il rapporto che aveva sempre sognato con suo figlio, quella complicità fatta di passioni comuni… a differenza dell’austerità che aveva vissuto con suo padre..
    C’era riuscito, ad avere una bella famiglia… Anche un discreto lavoro… andava d’accordo con i colleghi… C’era quello che per Natale faceva il regalo a tutti… e anche il suo principale a Natale si scioglieva… erano ricercate le sue bottiglie di vino che regalava ai dipendenti…
    Ecco, ora tutto gli appariva lontano, sfuocato. Malinconico. Come le cose che vedi sparire, come la nave che si allontana e tu vorresti fermarla, farla tornare a riva, ma lei non sente. E’ solo una nave, non una persona, non può sentire.
    E allora comprese che tutto quello che aveva costruito, quello che aveva vissuto fino a pochi giorni prima era bello. Di una bellezza triste, ora.
    Si alzò, quando fu il suo turno. L’uomo con la sveglia. Aveva appuntamento con lui. Magari ce l’aveva sul tavolo, in mostra, magari non avrebbe detto niente, ma lui avrebbe capito.
    E invece le parole di quell’uomo con il camice bianco furono rassicuranti.
    “Sa, era doveroso approfondire… l’altro medico si era fatto un’idea… anch’io temevo, devo dire… Ma non c’è niente, non si preoccupi.”
    Non si preoccupi. La vita riconsegnata. Ancora per molto, o per chissà… I giorni, il tempo, sua moglie, suo figlio, sua madre. Ancora lì, la sua vita bellissima, come non l’aveva mai compresa prima.
    Pioveva, fuori. E la pioggia gli parve la mano delicata di Qualcuno sul viso.

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  23. LA VIOLENZA SULLE DONNE

    Il tema della violenza sulle donne è un tema molto attuale, anche se antico. Ora, in un mondo che sembra impazzito, assistere quasi quotidianamente a morti di mogli, fidanzate, non solo diventa intollerabile, ma pone tanti interrogativi.

    Colpa della crisi economica, che dura da otto anni, che ha tolto certezze, ha reso precarie menti già insicure?

    Colpa delle madri e dei padri che non hanno saputo inculcare adeguatamente il valore della persona ai figli? Apatia, azzeramento di valori e di curiosità che ha prodotto menti vuote, che vedono solo in un rapporto amoroso l'unico approdo, e poi quando questo manca sprofonda tutto?

    Colpa di anni di cattiva televisione e di nessun vero insegnamento sentimentale?

    Pensiamo a quando ci si trova di fronte ai bambini, oggi. Se sono in tanti, e si è in un posto pubblico, ad esempio in un ristorante, spesso non c'è nessun genitore che dica loro: "Silenzio, non siamo a casa nostra". Nessuno, anche se fanno un baccano terribile.

    Non educare al rispetto degli altri partendo da queste piccole cose può portare domani a forme ben più gravi, come il bullismo e la violenza sui più deboli, e la donna può essere un soggetto debole.

    Fra l'altro è venuto meno il rapporto fra famiglia e scuola. Mentre un tempo la maestra era alleata dei genitori nell'educazione dei bambini, oggi se una maestra rimprovera un alunno può passare seri guai, il genitore interviene il giorno dopo e può finire male per lei.

    Sono tante quindi le motivazioni che possono portare all'esplosione della violenza: le radici sono sempre profonde, lontane.

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